V-City Logistics

Il Sistema PS1®, basato sulla verticalizzazione del CRM open source VTIGER, insieme al progetto PAT solo la soluzione ideale per il settore della City Logistics. Insieme possono risolvere molte delle problematiche note attraverso l’accorpamento delle micro-imprese e la creazione di una rete di autotrasportatori che usano una piattaforma telematica “intelligente”.
In Italia più del 50% delle merci movimentate via strada copre percorsi inferiori ai 50 km. Mediamente sono 21 i chilometri percorsi quotidianamente dalla flotta di circa 3 milioni di autocarri che quotidianamente entrano nei maggiori centri urbani.
Si evidenzia un problema importante di azione per questo segmento di mobilità spesso trascurato o considerato residuale. Le finalità dell’area di azione sono: la riduzione dell’impatto ambientale del traffico urbano delle merci; il miglioramento dell’efficienza della distribuzione e del livello di servizio logistico per le imprese commerciali che operano in ambito urbano; il miglioramento della sicurezza stradale. Le misure generalmente più efficaci sono: la regolamentazione degli orari – per ridurre la congestione nelle ore di punta – e della modalità di distribuzione delle merci con l’uso di piazzole di sosta e di idonei tipi di veicoli; la razionalizzazione dei trasporti e della logistica massimizzando l’utilizzo dei mezzi e minimizzando il numero dei veicoli); l’integrazione con il trasporto intermodale per la raccolta/distribuzione delle merci al fine di analizzare le possibili soluzioni compatibili con la crescita economica sostenibile delle città.
Nel quadro complessivo dell’azione è necessario verificare con attenzione tutte le componenti della logistica urbana, considerando anche la cosiddetta logistica reverse ciò in tutti i segmenti dalle restituzioni alle altre fasi del recupero. Tale verifica deve essere svolta anche mediante il supporto a progetti pilota da promuovere e realizzare in uno allo sviluppo del PGM.
Le strategie possono essere classificate in quattro classi: unità di trasporto, di carico e di movimentazione; infrastrutture; telematica e gestione.
A queste parole, reperite in rete, vorremmo aggiungere: “la maggior parte dei 3 milioni di autocarri trasportano le proprie merci”, cioè sono di proprietà delle aziende produttrici e dei professionisti, che per lavoro, prestano la loro opera nelle città. Si definisce trasporto in conto proprio e nel mondo accademico viene definito amichevolmente come “problema dell’ortolano”. Le relazioni che definiscono il conto proprio sono: di tipo “uno a uno”, cioè l’ortolano che si reca con il proprio mezzo ai mercati generali, o “uno a molti” cioè l’azienda che svolge la distribuzione delle merci presso la propria clientela. Quest’ultima rappresenta anche la maggior parte delle micro-aziende (massimo 3 addetti) che operano nel conto terzi, ognuna delle quali svolge i propri servizi per un unico committente.
La soluzione ottima, per il trasporto in ambito urbano è rappresentata, invece dalla relazione “molti a molti”, dove il committente ha a disposizione infiniti automezzi e il trasportatore infiniti committenti; dove l’autocarro è individuato come strumento di servizio da utilizzare sulla base di variabili come la geo-localizzazione e la volumetria disponibile.
Dal Ministero dei Trasporti: Piano Generale della Mobilità, pag. 57
Da Wikipedia: VRP (Vehicle Routing Problem)
Da Wikipedia: TSP (Travelling Salesman Problem)
Da Wikipedia: Reverse Logistics
Sito italiano: Reloader


