Eticologiche: un progetto da evidenziare

Ogni giorno nei centri urbani entrano merci per il fabbisogno dei cittadini e delle attività produttive; contribuiscono alle economie e alla vita della società. Tutti i logistici sanno che se merci entrano normalmente ci saranno altre merci che escono. Attualmente il rapporto è 6 a 1, ovvero se consideriamo la distribuzione urbana delle merci per ogni unità di carico che esce, ne entrano 6. Allora uno si domanda tutte queste merci dovrebbero saturare ben presto un centro urbano.

E qui bisogna fare una prima considerazione, normalmente i logistici separano le merci dai rifiuti, giustamente, per lo status quo. Ma bisogna cambiare, perché separare i flussi genera inefficienza; per comprenderci se noi facciamo entrare flussi con un tipo di autocarri, dopo facciamo uscire scarti con un altro tipo di autocarri. E poi c’è il sommerso, ovvero tutto quello che finisce negli scarichi fognari. Un grave problema che genera impatto ambientale e danneggia i depuratori, è una tipica operazione che viene fatta dalla maggioranza dei cittadini inconsapevolmente, ovvero smaltire l’olio di frittura nello scarico del lavandino. Se per le attività produttive esistono i consorzi obbligatori, non è così per i privati che conferiscono gli scarti alle aziende di smaltimento se queste fanno la raccolta differenziata; purtroppo sono una piccolissima percentuale.

Ma c’è una buona notizia Eticologiche è un progetto, avviato da 2 giovani donne genovesi che prevede il recupero locale dell’olio esausto come materia di scarto per riconvertirla in materia prima seconda, producendo saponi naturali. Sebbene il progetto sia in fase d’avvio, è da tenere in debita considerazione poiché può, attraverso la collaborazione degli enti preposti, trasformare un problema, lo smaltimento dell’olio di frittura, che ha dei costi sociali, in opportunità, realizzando economie locali.

Naturalmente Luana e Silvia hanno ancora diverse cose da perfezionare e sicuramente non potranno fermarsi al loro piccolo laboratorio in centro a Genova, ma dovranno avere il coraggio di trasferire il loro know-how per agire a livello sistemico. La reverse logistics le sta aspettando.

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Come ti addomestico i dati

E’ appena uscito uno studio del Ministero dell’Ambiente (link) secondo il quale trasferendo tutte le merci dalla strada alla ferrovia si risparmierebbero 3 MLD€ l’anno. Certo! Se consideriamo tutte le merci, anche quelle della city logistics è giusto; peccato che proprio così non è. Infatti come dicono diversi studi, tra i quali, il Libro Bianco CE sui trasporti (link) e quelli di diverse Università, tra le quali la Sapienza di Roma, nessuno sceglierà di mettere merci su treni al di sotto dei 350 km. di percorrenza perché, il costo è elevato, i tempi di attesa sono di gran lunga superiori al “tutto strada” e non si riscontrano benefici in termini d’impatto ambientale, anzi!

Detto questo, premesso che queste cose le scrivo da anni (e sono una persona precisa), mi sono messo a fare i calcoli corretti. Viene fuori lo stesso, un valore di tutto rispetto, pari a 1,82 MLD€ l’anno. C’è un però… In questi dati, non si tiene conto delle merci deperibili (comparto agro-alimentare), che per via dei tempi di trasferimento ridotti non possono essere caricate sui treni; cercando i dati sulle statistiche della Confetra fermi però al 2003 (link) alla fine bisogna sottrarre circa 0,57 MLD€. Il dato più o meno corretto € 1,25 MLD€ che non è da buttare via ma è poco meno di 1/3 del dato iniziale.

Mi spiace solo che al Ministero dell’Ambiente, in quest’ultima fase gestito da tecnici, non ci sia accorti di questi grossolani errori. Per concludere, vorrei far osservare che il sottoscritto non ha conflitti d’interesse in quello che scrive, poiché operando nella city logistics, cioè entro i 50 km, la prima fascia, questa tratta non è utilizzabile dalle attuali categorie di treni, lo studio stesso la esclude.

A differenza dell’operatore logistico che ha contribuito alla realizzazione di parte dello studio (e che si può trovare in fondo al documento), il quale invece ha tutto l’interesse a trasferire sempre più merci con i treni e costruire nuovi interporti di smistamento.

La solita storia, dove chi fa gli studi, addomestica i dati per proprio tornaconto.

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12/02/2013: Taci scellerato!

Ieri sera guardavo il teatrino pre-elettorale su LA7, trasmissione Piazzapulita. Vorrei spiegare una cosa al sedicente economista Michele Boldrin di “Fare per fermare il declino” che i 25 MLD di Euro sussidi alle imprese non si possono tutti tagliare. Di questi circa 7 MLD€ sono per il Trasporto Pubblico Locale (TPL), 400 MLN€ per l’autotrasporto.

Caro il mio professore, se tu togli i sussidi al TPL le aziende devono alzare i prezzi dei biglietti domani mattina; nel caso di Milano, l’ATM chiederebbe € 4,50 per un biglietto urbano di 90′. Un aumento così elevato renderebbe il TPL, non competitivo rispetto al mezzo privato, quindi tutti i pendolari che oggi usano questa modalità di trasporto ripiegherebbero sull’auto con aumento esponenziale dei costi sociali, i così detti costi esterni, lezione base di economia dei trasporti.

Sicuramente possiamo intervenire sulla razionalizzazione ed efficientamento del servizio, ma non si arriverà MAI al riempimento ottimale dei mezzi di trasporto per passeggeri e merci, il tanto agognato 100%, il solo efficientamento limiterebbe e di molto l’esigenza di mobilità dei cittadini, ad esempio gli anziani che non possono permettersi di circolare con il mezzo privato sempre e comunque. La transizione dovrà avvenire gradualmente, magari togliendo gli incentivi alla mobilità veicolare privata, questa sì, visto che ha dei costi sociali enormi per la collettività.

Concludo con un invito: passato il periodo elettorale, ritorna serenamente negli USA a firmare appelli come quello per il Cato Institute, faremo volentieri a meno di te!

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Caro Marchionne, ti ricordi le macchine volanti?

Caro Marchionne, sono un uomo turbato, per colpa vostra, per voi costruttori di automobili!

Quando ero piccolo tutti mi dicevate che nel 2000 ci sarebbero state le macchine volanti, siamo nel 2013 e le auto hanno ancora le ruote. Ed io ero un bambino innocente e felice che diceva ai suoi piccoli amici che un giorno avrebbe guidato una macchina volante e tutti eravamo felici e sorridenti.

Ti rendi conto??? Dove sono le macchine volanti??? Eh, dove sonooooooo??? [Immaginare l'espressione da psicopatico]

Ti lamenti che non si vendono più le auto, cerca di capire, ora, la mia generazione, quella dei quarantenni è quella che fa parte del ceto medio e tutti siamo ancora incazzati per le macchine volanti.

Le vostre autovetture hanno prestazioni inferiori alla prima auto elettrica inventata dal grande Tesla. Un’autovettura mediamente percorre 12-13 km. al litro. Ti pare possibile? Un oltre un secolo ci sono stati miglioramenti delle performance solo del 10-20%. E poi vogliamo parlare del prototipo dell’auto ad idrogeno che tenete nel cassetto dagli anni ’70?

Vogliamo parlare del fatto che fino a qualche mese fa voi costruttori impedivate alle persone di trasformare la propria auto da benzina ad elettrico?

Vogliamo parlare dell’obsolescenza percepita grazie al fatto che tirate fuori un nuovo modello ogni 2-3 anni?

Vogliamo parlare dell’obsolescenza programmata che fa in modo che un veicolo dopo 100.000 km cada a pezzi? O vogliamo parlare del fatto che gli amministratori pubblici sono vostri complici facendo leggi ad hoc, limitando gli accessi urbani e costringendo le persone a cambiare l’auto perché il trasporto pubblico è inadeguato?

Il problema è sistemico e voi ne siete gli artefici, siete dinosauri e ben presto vi estinguerete. La macchina volante ce la faremo noi. Un ultimo appunto, quando ve ne andrete, lasciate qui gli impianti perché li abbiamo pagati con la cassa integrazione e gli incentivi.

Firmato

Un felice automobilista con una VOLVO di 24 anni che non l’ha mai lasciato a piedi.

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Lei è troppo qualificato

Voglio raccontare una vicenda accaduta qualche giorno fa. Mi chiama il responsabile acquisti di un’azienda della filiera trasportistico-logistica che, visitando il sito di FAI MENO Strada, si guarda il mio bel video realizzato all’incontro nazionale di Arcipelago SCEC lo scorso settembre 2012 in quel di Crotone e inizia a tessere lodi sulla mia persona e sul progetto.

Non avendo molto tempo a disposizione, cerco di andare al sodo e chiedo in che cosa posso essere utile e mi risponde che sono interessati ad avere una mia consulenza in merito alla possibilità di realizzare risparmi dall’ottimizzazione della loro flotta creano una mini-FAI MENO Strada, spiego che non è possibile in quanto avere dei risparmi del 30% è possibile solo se si partecipa ad una rete distribuita tra più soggetti che cooperano tra loro (relazione molti a molti).

Ma comunico anche che se si possono accontentare da un 5% ad un 10% allora la cosa è fattibile. Un 10%, per loro, equivaleva a circa 15.000 Euro l’anno di riduzione di costi (buttali via).

Mi chiede la tariffa orara per le mie consulenze, rispondo attenendomi al fatto che, avendo una certificazione europea sulla logistica e dal momento che siamo solo in meno di 40 persone in Italia ad averla, ovviamente la mia tariffa è abbastanza elevata, comunque equiparabile al costo orario di un commercialista o un legale di un certo livello.

Il mio interlocutore si zittisce un attimo, pensa e dopo mi risponde,: “Lei è troppo qualificato, capisce che il momento è delicato, la crisi, purtroppo dovremo rivolgerci a chi è meno qualificato ed ha delle pretese inferiori”. Rispondo che capisco, ringrazio e chiudo la comunicazione.

Sì, lo so, sono choosy, maledettamente choosy.

A 18 anni non mi pagavano perché non ero abbastanza qualificato; oggi lo sono troppo, c’è qualcosa che non va nel libero mercato, non trovate?

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Ripensare la mobilità di persone e merci

Ho fatto un calcolo a spanne, perchè farlo in dettaglio è troppo complesso, ma non credo di aver sbagliato di molto. In Italia ogni giorno circolano 3,5 milioni di piccoli autocarri, la maggior parte nei centri urbani. Il Libro Bianco CE ed. 2001 ha stabilito insieme ad Amici della Terra che i costi esterni ammontano mediamente ad € 0,22/km. Bene, ora vediamo lo Stato quanto incassa dalle accise sul gasolio: 0,6174 per litro, i piccoli autocarri non recuperano le accise. Mediamente un piccolo autocarro per ogni litro percorre 8 km. Questo vuol dire che se moltiplichiamo il costo esterno chilometrico generato dal ogni singolo autocarro per il numero dei km. Che percorre con un litro otteniamo: 0,22*8=1,76 euro per litro. Morale per ogni litro di gasolio venduto lo Stato incamera € 0,6174 di accise, ma ne sborsa € 1,76 per costi esterni, una perdita netta di € 1,14 per litro erogato (l’iva viene recuperata dalle aziende quindi è neutra per lo Stato). Su ogni pieno, di 75 litri, lo Stato perde € 85,50; mettiamo un pieno alla settimana per autocarro (600 km alla settimana sono plausibili) abiamo una perdita di circa 299,25 MLN di euro, ora anche volendo tener conto che non tutti gli autocarri hanno queste percorrenze dimezziamo del 50%; quindi 149,625 MLN di Euro a settimana. 598,5 MLN di euro al mese. 7,182 MLD di euro al’anno. Una cifra pazzesca, un salasso per lo Stato non sanabile poiché più chilometri fai più perdi. E’ il caso di iniziare a ripensare completamente la mobilità di persone e merci.

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Distribuzione merci Area “C” di Milano, ancora non ci siamo…

…ecco un altro modo SBAGLIATO di fare le cose!!! La Comunità Europea si è epressa chiaramente in merito ai monopoli logistici, anche se servono per l’abbattimento delle emissioni inquinanti.
L’ha ribadito anche la Consulta dell’Autotrasporto e la Logistica, ma si vede che l’assessore alle attività produttive di Milano non è stato molto attento… per fortuna che nelle linee guida del Piano Nazionale sulla Logistica 2011-2020, i 4 punti strategici, è stato scritto a chiare lettere

http://centro.milanotoday.it/riforma-traffico-merci-28-agosto-2012.html

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Elettrico è bello?

Sarà anche bello, ma di fatto, se continuiamo a far circolare, anche nei centri urbani, i mezzi che trasportano aria al 50%, è anche abbastanza inutile. In primis bisogna razionalizzare la flotta, poi possiamo anche occuparci del carburante usato nella trazione. Lo so che gli ambientalisti e i politici che di questi tempi in Lombardia sostengono l’elettrico non condividono questa visione, ma chi se ne frega. Proprio perché sono ambientalisti e politici spesso non capiscono un tubo sui trasporti e sui costi esterni che si generano lo stesso anche con la trazione elettrica.

Invece ogni professionista serio del settore sa benissimo che riuscire a ottimizzare gli autocarri con i pochi Watt di un server che elabora preziosi algoritmi matematici, permette di far circolare meno autocarri risparmiando i KiloWatt del motore elettrico.

Cit. Prof. Righini UNIMI – “Noi sognamo un mondo ottimizzato, non necessariamente elettrico; loro un mondo elettrico, non necessariamente ottimizzato”.

Non ci siamo proprio…

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400 milioni all’autotrasporto di merci su strada

Sono contrario a qualsiasi sussidio al trasporto. Questo vale tanto per il trasporto di merci su strada quanto per il trasporto pubblico locale, auto, navi e aerei. E’ la logica, tutto quello che per spostarsi utilizza combustibili fossili non deve essere sussidiato, ma fortemente tassato in base all’inefficienza. Gli ambientalisti si sono indignati che per il 2012 hanno stanziato ancora questi soldi a favore del trasporto su gomma.

Si sono dimenticati di dire (forse?) che parte di quei soldi sono per incentivare il trasferimento modale sfruttando le autostrade del mare; un camion che deve andare in Spagna può imbarcarsi a Napoli (o imbarcare solo il semirimorchio) e sbarcare a Barcellona, se non erro questo è un modo per togliere i camion dalle strade, giusto? Quindi di cosa stiamo parlando?

Vorrei cambiare discorso, vogliamo parlare dei 6 miliardi di Euro che gli italiani pagano ogni anno (con le tasse) per sussidiare tutto il trasporto pubblico locale?

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Milano, accesso alla ZTL… ci risiamo…

…dal 16 Gennaio 2012 cambieranno ancora le regole per l’accesso al centro storico. Non si chiamerà più zona ECOPASS, ma Area C, tutti pagheranno € 5, anche quelli che, come il sottoscritto, hanno speso circa 6 mila Euro per trasformare l’autocarro installando l’inutile e problematico Filtro Anti Particolato.

Come al solito si tassa la mobilità, sia delle persone che delle merci, senza però permettere al cittadino di scegliere comportamenti virtuosi, ad esempio con il car pooling che è un ottimo strumento per abbattere i costi esterni. Non interessa; cambia la bandiera ma non la solfa. L’ingresso in centro solo per far cassa.

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